Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta del talento musicale emergente. Quest'oggi andiamo in Grecia, trovando un progetto musicale capitanato da Ilias Kakanis, unico membro del progetto "Once Upon A Winter".
Ilias compone e suona tutto da solo: chitarre, basso, synths e programming. Ha prodotto un EP nel 2014 e nel 2017 pubblica il suo primo lavoro "Selective Depression in Chase of the Big Bang.
L'album si apre con SKG e da subito capiamo che il comparto elettronico è molto presente nel modus operandi compositivo di Ilias. 
Atmosfere sognanti ricche di synths, chitarre con delay e tanta tanta elettronica. 
Passiamo a "The stars may be dead, but we're here and we've stopped the time". Brano dal titolo decisamente lungo (tipico del Post-Rock) ma ricco di sorprese e tratti molto interessanti. 
La chitarra sembra dominare questo brano, dove non manca il drumming elettronico in sottofondo che ben accompagna il brano. 
Passiamo a "3 brano" uno dei brani più spinti del disco, dove la batteria ha un sound proveniente dagli 80'.
Le distorsioni sono possenti, forse un pò troppo cariche ma di certo colpiscono e lasciano qualcosa.
E' il turno di "Once Upon A Winter" brano dove i Depeche Mode si mescolano ad un post-rock malinconico e, a tratti, cupo. Violini campionati riempiono questo brano epico e monumentale, di certo uno dei miei preferiti. 
"Lack of a Greater Possible Memory" ricorda qualcosa proveniente dagli "the xx" ma ha in sè molta originalità.
Unica nota dolente è il suono della batteria, troppo lontano e troppo cupo. 
"Purpose of Stillness" si impone con un intro di chitarra memorabile che trascina e ci porta nella cascata sonora che questo brano riesce a rilasciare, portandoci verso "Her Lost Love, my Entropy".
Ilias mostra continuamente le sue doti compositive e tecniche non indifferenti portandoci uno dei brani più intimi e personali del disco. 
E' tempo della title-track, brano più longevo del disco e forse quello più "classico". Uno dei miei preferiti. 
E chiudiamo così il disco con "Apogymnosis" che entra lentamente con un pianoforte accompagnato da quello che sembra essere una sorta di violino. Qui Ilias sale ancora di più nella sua scalinata compositiva regaladoci un pezzo emozionale e di spessore.

In definitiva, l'unica cosa che mi viene da dire è che ci vuole tanta creatività a comporre pezzi come questi. Quando si è in un contesto come un gruppo è facile essere aiutati in qualche modo, ma da soli è un altra storia. E Ilias ci riesce alla perfezione nonostante 
alcune mancanze a livello tecnico e produttivo. 

Voto 9/10

 

 

Nordsind - Tankerejse.mp3Artist Name
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