Oggi parliamo di un gruppo particolare nel senso buono del termine ovviamente: gli Atom Made Earth. Quintetto di Ancora formatosi nel 2013, reduce dal primo lavoro in studio che porta il titolo di "Morning Glory".
Gli Atom Made Earth riescono ad incorporare nel proprio sound una miscela di Post-Rock, Prog e Ambient con facilità e disinvoltura, creando texture sonore che vi faranno viaggiare. Garantito.
"Noil" è il brano che apre i cancelli di Morning Glory, facendovi entrare verso un territorio già esplorato in precedenza, riuscendo tuttavia a farvi scoprire nuove prospettive. 
L'intro di Noil conduce direttamente a "Thin", uno dei brani che prediligo, dove le chitarre richiamano forse non troppo velatamente un Adam Jones dei Tool nelle parti soliste, creando un build-up verso l'esplosione psychedelica e tetra degna dei Russian Circles di Memorial. 
"October Pale" è il fiore all'occhiello del disco: intro di pianoforte lento e sofferto e chitarra in feedback in sottofondo che si protendono verso un apertura tipicamente Post-Rock. Ottimo il lavoro di Testa "Head" dietro le pelli e ottimo il lavoro chitarristico di Daniele Polverini che, nonostante il canonico uso del delay, riesce a non essere mai banale e anzi offre arpeggi di qualità e intelligenti soluzioni ritmiche.
Continua il build-up fino ad uno stop generale dove il pianoforte diventa nuovamente preponderante, diminuendo progressivamente e lasciando spazio di nuovo al feedback della chitarra che ci porta verso: "Reed".
Essendo fan dei Tool non ho potuto fare a meno di apprezzare l'intro del brano. Ma poi la situazione cambia, l'anima Prog e Ambient del gruppo viene fuori, così come la loro abilità di creare texture convincenti anche grazie al lavoro di Nicolò Belfiore dietro ai synth. 
Intermezzo di Basso di Lorenzo Giampieri e poi via di bridge Prog che ci riporta al riff iniziale, espandendolo sempre più verso la fine dove vi ho trovato una citazione forse non voluta (o forse sì) di YYZ dei Rush. Gran bel brano.
E' tempo di cambiare aria e gli Atom Made Earth lo fanno con "Baby Blue Honey", brano che mi ha ricordato i più melodici King Gizzard & the Lizard Wizard per le strutture e i suoni in generale. 
Il brano continua mostrandoci ancora una volta le capacità tecniche del gruppo e rivelando ancora una volta un'anima prog mai banale.
Vista comunque la durata medio/alta dei brani ascoltati fin'ora mi sono sorpreso di non aver trovato ancora una lunga suite. E presto detto, ecco "StaC".
Brano poderoso, monumentale e raffinato, uno dei miei preferiti. 
Recensirlo sezione per sezione mi è molto difficile e non gli renderei giustizia, dovete ascoltarlo per poter capire. Posso solo dire che i componenti degli AME danno il meglio di sè. 
E dopo un brano del genere è veramente difficile continuare, dunque ci avviciamo alla fine dell'album accompagnati da "Lamps Line An African Sun" outro di 1:45 secondi dai toni Ambient dove una voce soffusa che appare e scompare, ci lascia confusi e disorientati, forse invitandoci a ritrovare la via riascoltando dall'inizio questo prodotto che merita, davvero tanto.
Ascoltando questo Album mi è venuta in mente una frase che ho sentito spesso: "la musica in Italia non esiste" oppure "in Italia non ci sono artisti decenti". Beh, anche io una volta pensavo la stessa cosa, perchè guardiamo le cose dalla prospettiva sbagliata e ci soffermiamo soltanto sui grandi nomi che hanno poca rilevanza in termini stilistici e musicali. Ma la musica, come la intendo io è un'altra cosa. 
"Morning Glory" è l'esempio di come la musica in Italia non sia soltanto viva, ma è un prodotto di qualità che nulla ha da invidiare ai grandi nomi esteri. Che poi non siano famosi quanto loro è un'altra questione, ma di sicuro questi 5 ragazzi possono essere orgogliosi di aver dato al pubblico qualcosa che difficilmente potrà essere dimenticata. 

Voto 9.5/10

 

 

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